D’altra parte, poi, è arbitra delle sue azioni, come io delle mie.

 

KROLL

Anche questo fa parte dei tuoi nuovi criteri di vita. E la signorina West, immagino, li condivide.

 

ROSMER

Infatti, ci siamo evoluti insieme, da leali amici.

 

KROLL (guardandolo e scuotendo la testa)

Cieco e illuso…

 

ROSMER

Io? Ma che vai dicendo?

 

KROLL

Solo questo, non volendo pensare al peggio. Dimmi, Rosmer… tieni tu ancora un poco alla mia amicizia e alla mia stima?

 

ROSMER

Che domande, Kroll…

 

KROLL

Ma vi sono altre domande, vedi, che esigono risposta. Permetti ch’io ti faccia una specie di interrogatorio?

 

ROSMER

Un interrogatorio…?

 

KROLL

Sì. Anche intorno a cose che ti sveglieranno ricordi penosi. Questa tua apostasia - o emancipazione, come la chiami tu - si riconnette a vicende di cui, nel tuo proprio interesse, sei tenuto a rendermi conto.

 

ROSMER

Interrogami pure: non ho nulla da nascondere.

 

KROLL

E allora, dimmi… conosci tu le vere ragioni che spinsero la povera Beata ad uccidersi?

 

ROSMER

Puoi avere dubbi? È possibile cercare la ragione per cui una povera creatura malata venne a un passo disperato?

 

KROLL

Sei, insomma, fermamente persuaso che Beata fosse irresponsabile? Eppure i medici non ne erano sicuri.

 

ROSMER

Perché non le erano vicino, giorno e notte, come le ero vicino io.

 

KROLL

Allora io pure n’ero sicuro.

 

ROSMER

Purtroppo è impossibile dubitarne: ti raccontai della sua passione selvaggia alla quale esigeva io corrispondessi, finendo con l’infondermi una specie di spavento. E poi le accuse ingiuste che faceva a se stessa, specie negli ultimi anni.

 

KROLL

Da quando seppe d’essere sterile.

 

ROSMER

Giudica tu… Una simile disperazione, spaventevole e senza requie, per qualcosa di cui era assolutamente innocente… Come considerarlo un fatto normale?

 

KROLL

Ehm…! E non ti ricordi se ci fossero per casa libri che trattassero del matrimonio… propugnatori di quelle idee moderne…?

 

ROSMER

No. Una volta, la signorina West che, come sai, ereditò la biblioteca del vecchio dottore, me ne prestò uno. Ma sta’ pur sicuro che non abbiamo avuto l’imprudenza di farlo cadere nelle mani della povera malata. La mia coscienza è tranquilla: solo lo sconvolgimento della sua mente la condusse al passo fatale.

 

KROLL

Io, però, devo dirti una cosa: che nella sua dolorosa esaltazione, quella povera tormentata creatura pose fine alla sua vita, perché tu potessi vivere felice, libero… a tuo modo.

 

ROSMER (alzandosi)

Non ti comprendo. Cosa vuoi dire?

 

KROLL (obbligandolo a sedere ancora)

Ascoltami, Rosmer: voglio dirti tutto; negli ultimi due anni Beata venne da me due volte e mi svelò le sue angosce, la sua disperazione.

 

ROSMER

Sempre per la stessa ragione?

 

KROLL

No. La prima volta mi disse che eri incamminato sulla strada dell’apostasia… che stavi per abbandonare la fede dei tuoi padri.

 

ROSMER (con vivacità)

È impossibile, Kroll. Semplicemente impossibile. T’inganni.

 

KROLL

Perché impossibile?

 

ROSMER

Perché, mentre era in vita Beata, io lottavo ancora dentro di me, segretamente. E quella lotta l’ho combattuta tutta da solo e nel più profondo silenzio. Nessuno, neppure Rebecca…

 

KROLL

Rebecca…?

 

ROSMER

Sì, la signorina West: a volte la chiamo Rebecca.

 

KROLL

Me ne sono accorto.

 

ROSMER

Non riesco a immaginare come Beata abbia potuto intuire… E poi… perché non me ne parlò direttamente? Invece mai, neppure una parola.

 

KROLL

La poverina era venuta appunto per pregarmi di parlartene io.

 

ROSMER

E perché non l’hai fatto?

 

KROLL

Ma appunto perché credevo che tutto fosse frutto della sua immaginazione malata. Un’accusa simile a un uomo come te… Un mese dopo Beata ritornò; mi parve più tranquilla; partendo, però, mi disse: «Presto a Rosmersholm vedranno il Cavallo Bianco.»

 

ROSMER

Sì, ricordo; l’apparizione… il Cavallo Bianco… A quel tempo ne parlava spesso.

 

KROLL

E siccome io cercavo di distoglierla da quelle idee, essa mi rispose: «Ormai ne ho per poco. Giovanni deve sposar presto Rebecca.»

 

ROSMER (commosso)

Kroll… cosa dici… io… sposare…

 

KROLL

Questo accadde nel pomeriggio di giovedì: la sera del sabato Beata si gettò nel torrente.

 

ROSMER

Ma tu dovevi avvertirci…

 

KROLL

Sai meglio di me come la povera Beata parlasse spesso del suo presentimento di morir presto.

 

ROSMER

È vero: in ogni modo avresti dovuto farmi sapere…

 

KROLL

Infatti; ma sciaguratamente arrivai troppo tardi.

 

ROSMER

Però, dopo la disgrazia… perché non mi hai detto nulla?

 

KROLL

A quale scopo turbarti e tormentarti ancora? Del resto, ero convinto che quei suoi sospetti fossero completamente infondati. Ne fui convinto fino a iersera.

 

ROSMER

E oggi…?

 

KROLL

Beata mi aveva predetto che tu avresti rinnegato la tua fede…

 

ROSMER (guardando fisso davanti a sé)

Ma come ha fatto a scoprire…! Ecco quanto mi è incomprensibile.

 

KROLL

Incomprensibile o no, ha indovinato. Quello che voglio sapere è quanto c’è di vero nella seconda accusa.

 

ROSMER

Accusa? La chiami un’accusa?

 

KROLL

Forse non hai badato abbastanza al senso preciso delle sue parole. Essa doveva, disse, morire perché… Dillo tu.

 

ROSMER

Perché io potessi sposare Rebecca.

 

KROLL

Le sue parole non suonarono precisamente così. Beata disse di non aver più molto tempo davanti, perché Giovanni doveva sposare presto Rebecca.

 

ROSMER (fissa Kroll, alzandosi)

Ora capisco, Kroll.

 

KROLL

Ebbene, cosa mi rispondi?

 

ROSMER (tranquillo)

Ad una tale domanda… l’unica risposta conveniente sarebbe di…

 

KROLL (alzandosi)

Sta bene.

 

ROSMER (piantandosi dinanzi a Kroll)

Ascoltami: è più di un anno che Beata ci ha lasciati… e che Rebecca ed io viviamo soli a Rosmersholm. Durante questo tempo, in cui tu già conoscevi l’accusa della mia povera moglie, non ho mai notato, neppure per un istante, che tu trovassi niente a ridire su questa nostra vita in comune.

 

KROLL

Fino a ieri non sapevo che tu fossi un rinnegato e lei una donna emancipata.

 

ROSMER

Non ammetti, dunque, che un rinnegato ed una emancipata possano essere puri? Non ammetti che possano sentire in sé un alto senso di moralità che li governi come una legge naturale?

 

KROLL

Io non mi fido troppo di quelle moralità che non hanno radici nei principi della Chiesa.

 

ROSMER

E non deroghi da questo criterio neanche per noi… cioè per Rebecca e per me?

 

KROLL

Non posso, per farvi piacere, recedere dal convincimento che non c’è che un passo tra libero pensiero e…

 

ROSMER

… e che…?

 

KROLL

… e libero amore. Ecco!

 

ROSMER

E tu che mi conosci da fanciullo, tu… puoi dirmi una cosa simile? Ma dove ne trovi il coraggio?

 

KROLL

Appunto perché ti conosco da fanciullo, so quanto tu sia facile a subire l’influenza di chi sa dominarti. E di questa tua Rebecca, di questa signorina West, non sappiamo poi gran che… Insomma, Rosmer, io ti voglio salvare, ma tu stesso devi aiutarmi.

 

ROSMER

E in che modo? (alla signora Helseth che entra dalla porta di sinistra, fermandosi però sulla soglia) Cosa c’è?

 

SIGNORA HELSETH

Vorrei pregare la signorina di scendere un momento.

 

ROSMER

La signorina qui non c’è.

 

SIGNORA HELSETH (meravigliata)

Non c’è? (guarda intorno) Strano: scusi. (esce)

 

ROSMER

Dicevi?

 

KROLL

Ascolta, Rosmer. Di quanto successe… vivente la povera Beata… di quanto succede ora qui… non voglio saper nulla. Il tuo matrimonio non fu felice e questo è per te un’attenuante…

 

ROSMER

Oh, Kroll! Come in fondo non mi conosci!

 

KROLL

Non interrompermi. Son venuto per dirti che se questa vita in comune con la signorina West deve continuare, è più che mai necessario che tu nasconda agli occhi di tutti l’apostasia a cui essa sola ti ha indotto.